IL PROGETTO

Cosa ci lega al territorio in cui viviamo?

Radici è un progetto di sensibilizzazione ambientale promosso dall'Ufficio Ambiente del Comune di Massa. Nasce dalla convinzione che il rispetto per l'ambiente non si insegna con le regole, ma si semina con le esperienze e che quelle esperienze debbano cominciare presto, coinvolgere tutti e radicarsi nel territorio in cui si vive. La prima edizione, nel 2025, prende il nome di Natura Kids: una mattinata di laboratori dedicati ai bambini, animata da cinque associazioni del territorio, pensata per avvicinare i più piccoli alla natura attraverso il gioco, la creatività e il contatto diretto con l'ambiente.  Nel 2026 il progetto si allarga e prende il nome "RADICI": ai laboratori di Natura Kids,  si affianca per la prima volta una conferenza pubblica aperta a tutti i cittadini, in programma il 29 luglio a Villa della Rinchiostra. Tre obiettivi guidano l'intero progetto. Il primo è educare al rispetto dell'ambiente fin dalla prima infanzia. Il secondo è stimolare una riflessione condivisa sui temi della sostenibilità, alimentazione consapevole e verde urbano. Il terzo è rafforzare un tessuto territoriale fatto di associazioni, professionisti e famiglie in un progetto che valorizzi le risorse, le storie e l'identità del territorio massese. 

I DUE MOMENTI
28 LUG
Conferenza pubblica
Villa della Rinchiostra · ore 21.00–23.15 · ingresso libero
31 LUG
Laboratori Natura Kids
Parco Pubblico di Ortola · bambini 6–11 anni
28 LUGLIO - PARCO DELLA RINCHIOSTRA

Il programma della conferenza

Tre tavoli tematici, ingresso libero, formato aperto a tutti

Attorno a questo filo conduttore si sviluppano tre tavoli tematici, che passano dai sistemi alimentari locali ( promuovere un'alimentazione consapevole, stagionale e sostenibile significa valorizzare le filiere corte, ridurre l'impatto ambientale e riscoprire un patrimonio gastronomico che è anche identità del territorio); verde urbano (gli spazi verdi non sono un lusso estetico, ma un'infrastruttura vitale per le città: migliorano la salute dei cittadini, abbassano le temperature, aumentano l'attrattività dei centri urbani per chi vi abita e per chi li visita); educazione ambientale (costruire cittadini consapevoli richiede un investimento culturale di lungo periodo, che parta dalle scuole e si radichi nella comunità, trasformando la cura per l'ambiente da obbligo percepito a scelta valoriale condivisa).

21.00
Accoglienza
Apertura e saluti istituzionali
Comune di Massa
21.15
Tavolo 01
Abitare la Natura: L'Outdoor Education nei servizi 0-3 tra radici teoriche e pratica quotidiana
Manuela Mannucci, Asilo Nido "Una Viola al Polo Nord"
21.45
Tavolo 02
Verde, spazio, comunità: la visione di tre architette per ripensare gli spazi condivisi
Natalia Tonini per Studio Bondielli,  Silvia Nicoli per GAMS, Paola Buselli per Studio Pan Associati
22.45
Tavolo 03
Buono, pulito e giusto: il cibo come scelta consapevole
Alessio Bocconi, Slow Food Luniapua Aps
CHI INTERVIENE

I relatori

ABSTRACT

I temi

Abitare la Natura: L'Outdoor Education nei servizi 0-3 tra radici teoriche e pratica quotidiana

L’Outdoor Education nei nidi d’infanzia rappresenta un cambio di paradigma pedagogico in cui l’ambiente naturale smette di essere uno sfondo ricreativo per elevarsi al ruolo di vera e propria "co-educatrice". Il presente contributo intende esplorare i fondamenti, i benefici e l'applicazione pratica di questo approccio nella fascia d'età 0-3 anni. . Il lavoro si apre con un excursus storico e un'analisi del retaggio teorico del concetto di outdoor, rintracciabile nel pensiero di alcuni pedagogisti quali Friedrich Fröbel e le sue "scuole-giardino", Margaret McMillan, Maria Montessori con la centralità della natura nello sviluppo infantile, fino alle più recenti teorizzazioni sul biophilic design e alla pedagogia della lumaca. Un tassello fondamentale di questo quadro è rappresentato dall'esperienza dello scoutismo di Robert Baden-Powell, che per primo ha codificato e strutturato la natura come ambiente metodologico permanente, introducendo il valore dell'educazione del carattere attraverso il corpo e il principio del learning by doing (apprendere attraverso l'azione) in contesti reali. Al centro di questa cornice teorica si colloca l'interconnessione imprescindibile tra mente e corpo: nei primi mille giorni di vita, l'intelligenza e l'apprendimento passano strutturalmente attraverso l'azione e la corporeità. L'esperienza diretta in contesti non confinati offre stimoli senso-motori insostituibili per l'architettura cerebrale del bambino. Vengono quindi esaminati in modo sistematico i benefici multidimensionali dell'educazione all'aperto: a livello fisico (potenziamento immunitario, sviluppo neuro-motorio fine e grossolano), psichico (riduzione dello stress, incremento dell'autostima e della resilienza emotiva) e cognitivo (sviluppo del pensiero scientifico intuitivo, potenziamento dell'attenzione e del gioco simbolico non strutturato). Infine, vengono delineati i criteri per una traduzione operativa e quotidiana del modello nei servizi 0-3. Questa transizione richiede: una profonda riconfigurazione degli spazi esterni attraverso l'organizzazione del giardino (uso di materiali naturali non strutturati, loose parts, percorsi sensoriali e mud kitchen); La ridefinizione della cultura materiale dell'infanzia, a partire dalla scelta di un abbigliamento tecnico adeguato (il principio svedese del "non esiste cattivo tempo, ma solo cattivo abbigliamento"). Una radicale risignificazione del ruolo dell'educatore, che evolve da dispensatore di attività direttive a facilitatore riflessivo, capace di praticare l'osservazione discreta e di sostenere il rischio calcolato come elemento di crescita autonoma.

Verde, spazio, comunità: la visione di 3 architette per ripensare gli spazi condivisi

Il verde urbano non è soltanto una questione  estetica. È una questione di cura della città, di chi la abita, del futuro che si vuole costruire. Questo confronto a tre voci mette attorno allo stesso tavolo prospettive diverse ma complementari, con un filo comune: lo spazio verde come strumento attivo di rigenerazione urbana, non come ornamento.

Lo studio di architettura di Guido Bondielli,  rappresentato  dall'Architetta Natalia Tonini, apre la riflessione sulle opportunità nascoste nel tessuto urbano: i vuoti, i lotti interclusi, gli angoli ancora inespressi che ogni città porta con sé. Trasformarli in pocket park, piccole aree verdi ricavate da spazi residuali, capaci di abbassare le temperature, favorire la biodiversità e ricucire la socialità di prossimità, è una delle strade più concrete e replicabili per migliorare la qualità della vita urbana, a partire da ciò che già esiste. Paola Buselli allarga lo sguardo proponendo una riflessione sull'evoluzione delle aree da gioco nelle grandi città, dal modello tradizionale ai contemporanei paesaggi del gioco. Attraverso esempi e casi di studio illustrerà le principali tendenze progettuali, con particolare attenzione al ruolo della natura, del gioco libero e dell'esperienza sensoriale. GAMS chiude il cerchio con una domanda diversa: chi immagina il verde di domani? Il laboratorio a staffetta "Disegna la tua città" è un processo in cui bambini disegnano insieme il quartiere che vorrebbero, costruendo una mappa collettiva di desideri e possibilità.

Buono, pulito e giusto: il cibo come scelta consapevole

Il cibo è forse il legame più diretto e quotidiano che abbiamo con il territorio in cui viviamo. Ogni scelta alimentare è anche una scelta di appartenenza: sostiene una filiera, preserva una varietà, mantiene vivo un paesaggio. Eppure questo legame si è assottigliato, spesso senza che ce ne accorgessimo, cedendo spazio alla logica della convenienza e dell'omologazione. Slow Food LuniApua lavora a ricucirlo, con due esperienze radicate nel territorio che dimostrano come la direzione opposta sia non solo possibile, ma già in atto.Il Mercato della Terra di Lunigiana, inaugurato a Pontremoli nel settembre 2025, primo mercato Slow Food della Toscana del nord, riunisce ogni prima domenica del mese produttori locali, stagionali e artigianali attorno a un'idea condivisa: che il cibo buono, pulito e giusto non sia un lusso ma una scelta accessibile e collettiva. Parallelamente, un programma pilota di mense a km zero coinvolge sette comuni della Lunigiana, portando prodotti locali nelle scuole e costruendo nei bambini, fin dalla prima infanzia, un rapporto consapevole con il cibo del proprio territorio.

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